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Geologicamente,
come è facile immaginare, Vivara fa parte della
vastissima zona dei
Campi Flegrei insieme alle
altre isole
Procida
ed Ischia.
Procida e Vivara sono costituite quasi completamente da
vulcaniti
esplosive,
tranne per la parte nord-occidentale di Procida, quella del Pozzo Vecchio,
in cui sono presenti
materiali
effusivi, le
lave che possiamo osservare vicino alla costa.
L’area vulcanica di Procida, ormai estinta, è pianeggiante (l’altezza
massima è di 91 metri nella zona di Terra Murata) ed estesa su un’area di
circa tre chilometri per due. L’isola è caratterizzata da una costa
frastagliata da piccole baie semicircolari, testimonianze dei suoi sette
antichi vulcani.
Vivara fa parte del sistema vulcanico procidano più antico, comprendente
anche il promontorio di Santa Margherita, sistema che definisce la conca
centrale del Golfo di Genito.
La mancanza, nel cratere di Vivara-Santa Margherita, della parte
sud-orientale è dovuta ad un episodio esplosivo seguente alla formazione
della base del vulcano. Il vento e le mareggiate, in seguito, hanno
contribuito all’ulteriore erosione della parte.
Il fondo del
cratere è ad un
massimo di 10
metri di profondità
sotto il livello del mare ed i terrazzamenti di origine marina che
presentano i segni dell’erosione dell’acqua testimoniano il fenomeno di
emersione e sommersione dell’isola nel corso della sua storia.
Per quel che riguarda la
stratificazione,
quattro zone diverse sono visibili lungo i fianchi della parete del cratere.
La base
dell’isola (circa un terzo della totalità) è formata da
frammenti rocciosi
(ialoclastiti),
dovuti all’ammassamento seguito a
eruzioni sottomarine
di 40.000 anni
fa.
Il successivo terzo dell’altezza totale è costituito da una
fascia
dovuta parte alla
fase eruttiva
di Vivara
e parte a quella di
Ischia;
i depositi di
pomice di
questo strato sono, infatti, maggiori sul versante di Vivara che dà su
Ischia.
La terza fascia
è formata dai materiali derivanti dall’eruzione
del vulcano
procidano
di Solchiaro
di circa 18.000
anni fa.
Lo strato
superficiale,
infine, è formato da
pomici
e ceneri,
ed è dovuto alle eruzioni esplosive dei
Campi Flegrei
risalenti a circa
15.000 anni fa. |